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Comunica - Febbraio/Marzo 2006
 
 

L'editoriale

Ad Personam
Conoscete il nome della famiglia Agnelli? Forse sì, anche se ritengo probabile che abbiate dimenticato. Quel nome è il simbolo stesso del malsano capitalismo famigliare italiano, anzi famiGGhiare in siciliano. Lasciamo perdere la Balilla, l'auto di stato del fascio. Lasciamo perdere le leggi speciali su Torino antecedenti lo scoppio della prima guerra mondiale. Gli Agnelli sono stati dentro ben 6 governi repubblicani. Primo governo Goria dal 28/07/1987 al 13/04/1988, democristiano presto scomparso dalla scena politica. Sesto governo Andreotti dal 22/07/1989 al 12/04/1991, democristiano ora simpatizzante di sinistra. Primo governo De Mita dal 13/04/1988 al 22/07/1989, democristiano ora di sinistra. Governo Dini dal 17/01/1995 al 17/05/1996, multi miliardario rigorosamente di sinistra. Primo governo Craxi dal 04/08/1983 al 01/08/1986, e secondo governo Craxi dal 01/08/1986 al 17/04/1987, un uomo di sinistra. Simpatico questo Craxi, di cui però non ricordo più nulla. Per fortuna che metteva nel governo dei veri rappresentanti del popolo, e non oscuri rappresentanti del capitalismo nostrano. Lontano da alchimie politiche, lui sì che pensava ai bisogni del popolo. Un servitore di stato oserei dire, se solo mi ricordassi chi fosse questo benedetto, anzi questo Bettino Craxi.

Bisogna credere nei giusti, e combattere per le loro giuste cause, altro che storie! E poi diciamocelo chiaro e forte, perché lo ha detto anche Fassino al congresso nazionale del Partito: Craxi è stato un grande politico, un grande statista. Un momento, fermi tutti. Parliamo della stessa persona che liberò il terrorista e assassino Abu Abbas per fare un dispetto a cattivi statunitensi? Della stessa persona le cui leggi di antenna favorirono ampiamente la nascita del duopolio televisivo? Della stessa persona per cui l'occupazione dei posti di potere deve essere decisa dai partiti? Ma sopratutto della stessa persona per cui la politica ha un prezzo, e qualcuno quel prezzo deve pagarlo?

Su questa nostra rivista il sindaco Pighi afferma che condonare 600 mila euro di tasse al Mu.Vi. è una cosa che arricchisce Modena. Anzi, è il comune stesso lo afferma, visto che esso parla attraverso questi provvedimenti ad personam. Mi verrebbe il sospetto che quei soldi non finiscano in tasca a Modena, ma solo ai soliti noti. Ma non posso dirlo, non posso saperlo, perché io dimentico. Se non avessi questa cattiva abitudine di scordare, magari potrei scoprire, per esempio, che tra i gestori del Mu.Vi. c'erano gli Studio´s. Magari, andando a pagina 9 del programma ufficiale della Festa dell'Unità, potrei scoprire che questi gestivano anche parte degli spettacoli di quest'altra manifestazione. Addirittura, se non mi fossi dimenticato il luogo in cui l'ho riposta, leggendo una vecchia copia di Comunica potrei scoprire che il responsabile di questa ditta, Franco Vezzali, è stato condannato da un tribunale dello stato Italiano per fondi neri al Partito. Magari potrei pensare che un filo rosso lega tutto ciò. Ma perché mai dovrei pensarlo? Sono sicuramente solo coincidenze. Sono certo che sono tutte persone integerrime. E poi cosa saranno mai 600 mila euro di tasse non riscosse? Basta qualche autovelox in più e un ritocchino di ICI, che il comune le recupera subito.

Modena dimentica, e sa dimenticare molto in fretta se gli fa comodo. In fondo Craxi è stato un grande statista e un grande uomo di sinistra. Ora capisco la profondità delle parole di Fassino. Pighi sarà considerato dai nostri concittadini sufficientemente un suo buon emulo, o ci sarà bisogno che il Partito ci dia altre vigorose prove di come si comporta una grande statista? Aspettiamo tutti con impazienza il Mu.Vi 2006, e suoi futuri sgravi fiscali per i capitalisti meno abbienti. Magari si potrebbe aumentare la tassa sulla spazzatura per incrementare i futuri sgravi fiscali sul Mu.Vi. E vai con il tango!

Credere, obbedire, combattere. Uno slogan che descrive perfettamente un popolo intero. Ricordare no, quello assolutamente no. Rischieremmo di comportarci in modo saggio e di vivere in un mondo migliore.

 

 

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